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Non riesco più a guidare, cosa posso fare?

E la seguente, e vorrei una risposta chiara e sincera.

Due anni fa, guidando la mia auto sull'autostrada, facevo Potenza - Salerno come tutti i giorni per andare al lavoro con una velocita di 100 kilometri orari, la mia automobile a preso fuoco in autostrada, dal motore e uscito fumo e fiamme, le fiamme erono entrate pure nella macchina, dall'apertura del aria condizionata. Una paura enorme, non riuscivo a fermarla, i freni non prendevano, il pedale del freno si era sciolto, il cambio era rimasto bloccato con la 5 marcia, e il freno a mano che lo tiravo piu volte a stento frenava, il quadro non si spegneva e il motore si sentiva un rumore forte come se volesse esprodere, lo sbattuta contro le barriere dell'autostrada per una mezzora, quando sono riuscito a fermarla e riuscii a scendere dalla mia auto, e scoppiata, e volata con lo scoppio di 5 metri circa dalla strada.

Ho saputo successivamente dalla ditta che mi aveva venduto citroen saxo che provvedettero a farmi il tagliando, olio, freni , frizione, servosterzo. che l'auto aveva fatto spaventare i meccanici , con un forte odore di bruciato Ma per loro era normale, era un problema di 'impianto elettrico.

Quindi per loro io potevo morire.perche non melo hanno detto.

Come posso far passare la paura della macchina?

Mi potete aiutare.

Vi saluto


Risponde il Dott. Massimo Ventura

Gentile Salvatore,

lei chiede una risposta chiara e sincera. Bene. C'è un termine ben preciso per definire ciò che le è capitato e ciò che le sta succedendo ora. Ciò che lei ha vissuto all'epoca del suo incidente è stato certamente un trauma emotivo, che l'ha colpita in una di quelle zone della sua vita - la guida dell'auto, come simbolico rappresentante della sua capacità di muoversi nel mondo - che lei sentiva sicure e che invece, in quella sfortunata circostanza, l'ha portata vicino alla morte e ad una morte improvvisa, inaspettata che l'ha fatta sentire in quel momento quasi impotente. E' il panico, la sensazione di non aver più controllo sulla propria vita. Non può esserci paura più grande, in questo senso.

Ciò che invece sta vivendo adesso viene definito in termini tecnici Disturbo Post Traumatico da Stress, in pratica lei è bloccato emotivamente a quell'evento con tutte le sue significanze e non riesce più a rimettersi alla guida di un veicolo perché quel ricordo non è vivo solo nella sua memoria ma nei suoi effetti.

Mi corregga pure se lo ritiene opportuno, ma la paura che si prova in questi casi è di solito che l'evento in questione possa ripetersi con eventi ancora più nefasti e, se mi passa il termine, meno fortunati.

L'elaborazione di un simile evento richiede il suo tempo, sia che lei decida di far da solo sia che si appoggi ad un professionista. Non a caso si dice del fantino che se si cade da cavallo bisogna subito rimontare in sella o non se ne avrà più il coraggio. Ed è ciò che sta succedendo a lei.

Ma lei chiede anche una risposta sincera. E la sincera verità è che il suo non è un trauma da cui non si può uscire. Certo, ci vorrà il suo tempo, ripeto, ma si può.

Dato che non posso esserle d'aiuto più che via mail, in questo momento, mi permetterei di suggerirle un percorso di riavvicinamento al veicolo, una sorta di riabilitazione psicologica: io ricomincerei dalla bicicletta. A girare per la città, o anche fuori, ovvio, in bicicletta ogni volta che ne avrà l'occasione. Immagino come suggerimento possa apparire anche ridicolo ma mi segua un momento, se non altro per permettermi di spiegarle il mio pensiero, dopo di che ovviamente la scelta sarà solo sua.

Attraverso un mezzo più "controllabile" lei potrebbe ricominciare a sperimentare il controllo sul mezzo - che è la zona di "controllo" che è stata maggiormente toccata dalla sua disavventura - la velocità, l'andatura e la frenata.

Da lì, quando si sentisse pronto, potrebbe ricominciare a guidare per brevi tratti, prendendosi il tempo di affrontare le inevitabili ansie che probabilmente si faranno sentire riguardo alla guida del mezzo... E da lì magari non è detto che non possa, in un ragionevole margine di tempo, recuperare la sua vecchia sicurezza nella guida.

Non posso prometterle che l'evento sparirà dalla sua memoria ma potrebbe diventare una importante lezione per lei, di salvaguardia di sé stesso. Lei si è trovato in una circostanza drammatica ed inaspettata, signor Salvatore, e sarà legittimo da parte sua pensare che, aldilà della fortunosità della cosa, questa tecnicamente abbia la possibilità di esistere - una cosa del genere può accadere, insomma.

Ma lei è ancora qui a parlarne. L'irrimediabile non è avvenuto, per fortuna.

Si faccia coraggio e pian piano si riprenderà ciò che la sua disavventura per ora le ha tolto.

Con i miei migliori auguri di tutto, nonché per le prossime festività che le auguro serene


Risponde il Dott. Tommaso Coviello

Caro Salvatore, non stupisce che il terrore derivato dalla situazione subita l’abbia condotta a sviluppare quello che, probabilmente, ora si configura o potrà configurarsi come un disturbo da attacchi di panico.

Paure del genere spesso conducono le persone, per attenuare o eliminare l’ansia, ad evitare le situazioni che ricordano quelle in cui si è provato la paura e il terrore di perdere la propri vita.

La cosa che bisognerebbe fare subito è cercare di contrastate il più possibile gli evitamenti delle situazioni che prima si svolgevano normalmente, perché il pericolo attuale è che la paura dell’auto possa espandersi in altri contesti e iniziare a limitare il normale svolgersi della sua vita in maniera via via sempre maggiore.

Purtroppo non ci sono suggerimenti che possano andare bene per una situazione così invalidante e sarebbe opportuno, nel caso percepisca il suo problema come irrisolvibile e troppo doloroso, rivolgersi ad un professionista per capire come venirne fuori.

Cordiali Saluti

Questa è una delle risposte date alla domanda "Non riesco più a guidare, cosa posso fare?" presente su Psicologi-Italia.it

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